Modigliani.Opere false a Genova e su sito web di Palazzo Ducale e brochure,il dipinto del Guggenheim che non è in mostra.

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palazzo ducale site official

Livorno.

A pochi giorni dalla votazione alla Camera dei Deputati della Riforma sulla disciplina sanzionatoria per i reati contro i  Beni Culturali,ci ritroviamo ancora una volta ad attendere gli sviluppi di un’indagine che riguarda il binomio  sgradevole e sin troppo ripetitivo “Modigliani-opere false”.                                                                                                                                      Avevamo lasciato  Cristian Parisot sotto processo per frode e contraffazione, reati per i quali è già stato condannato  nel 2008 in Francia,e ritroviamo le opere da lui autenticate in mostra a Genova presso Palazzo Ducale.                                                                                                                                              

Non è poi così distante da noi il 2011 quando Sandro Barbagallo, competente storico dell’arte e penna brillante dell’  “Osservatore Romano”, lanciò seri dubbi sull’autenticità del disegno di Sant’Agata e altri disegni esposti a Catania,tutti attribuiti a Modigliani. A seguito di questi dubbi espressi,ed essendo già sotto controllo degli inquirenti il Presidente degli Archivi Legali Modigliani, vennero avviate delle indagini dal Nucleo dei Carabinieri per la Tutela dei Beni Culturali col conseguente arresto dello stesso Presidente,il Parisot. Il risultato dell’operazione portò al sequestro di disegni falsi e invecchiati col caffè, un dipinto e diverse sculture in bronzo, fuse nel Lazio da un certo Sig.Vignapiano.                                                                                                     

L’opera di Modigliani ha sinceri ammiratori e competenti difensori e Carlo Pepi,collaboratore di Jeanne Modigliani e illuminato collezionista di cui proponiamo la scheda del MiBACT,segnala nel mese di Maggio,come in tante altre occasioni, l’esposizione di false opere,questa volta sono a Genova.  

 MiBACT Collezione Carlo Pepi :                                                                   http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=154217&pagename=57 

La prima perizia dopo l’esposto di Pepi viene affidata a Mariastella Margozzi che nella sua relazione parla di false opere che non avrebbero le caratteristiche modiglianesche.
Ricordiamo inoltre di avere già letto in passato alcune contestazioni riguardanti due tele presentate a Palazzo Ducale.   La prima che ritrarrebbe la pittrice cubista Marevna,venne esposta presso il museo Puskin nel 2011 e un collezionista russo,appoggiato da altri intenditori,dichiarò di essere stato intenzionato ad acquistarla qualche anno prima e di averla fatta analizzare da un laboratorio in Svizzera.L’analisi avrebbe stabilito che i pigmenti utilizzati per dipingere una Marevna per nulla somigliante al vero (strano trattandosi di Modì), non circolavano ancora nell’epoca in cui visse Modigliani. Inoltre né Marevna ne’ la figlia Marika Rivera,che lasciarono testimonianze su moltissime cose,parlarono mai di un ritratto eseguito da Modigliani.Questo dipinto venne contestato anche a San Paolo nel 2012 per i precedenti su esposti.La seconda tela contestata, è il nudo di Celine Howard,esposto nel 2012 in Brasile presso il MASP e ritenuto falso già all’epoca da più parti.Non furono poche le testate giornalistiche dell’intero globo a riportarne i particolari,anche perchè erano già nate polemiche sull’autenticità, durante l’esposizione del nudo a Bonn nel 2009.

the student Guggenheim The student.Bruxelles

Fig.1- The Student.The Guggenheim Collection – Fig.2-  The Student.A private Collection Bruxelles

Se tutto ciò non bastasse abbiamo notato anche che nella brochure della mostra di Modigliani a Genova e nel sito ufficiale di Palazzo Ducale è stato inserito il ritratto “lo studente”che è di proprietà della Fondazione Salomon R. Guggenheim , non si tratterebbe della medesima opera esposta attualmente a Genova.

brochure

La brochure di Palazzo Ducale

 

A Palazzo Ducale potrete trovare solo una brutta copia priva di quelle proporzioni perfette,anche nelle apparenti asimmetrie, che sono proprie di Modigliani.
Abbiamo comunicato questa cosa inspiegabile durante un breve carteggio avvenuto tra noi e la Fondazione Guggenheim di New York che ringraziamo per averci risposto in merito.
Chiunque abbia avuto l’esperienza fantastica di uno studio serio nell’ambito della Storia dell’Arte può ben rendersi conto che il dipinto stampato nella brochure, non è identico a quello esposto a Palazzo Ducale che proviene invece da una collezione privata di Bruxelles.
Per concludere, le opere contestate da Carlo Pepi saranno valutate da una nuova perizia dell’incaricata Isabella Quattrocchi e attenderemo  il risultato.
Nel frattempo ricordiamo che quando si organizza una mostra è necessario fornire documentazione certa ed inconfutabile e questo non è avvenuto per la mostra in questione,dunque come dichiarò qualche anno addietro lo Storico dell’Arte Barbagallo, se questo non avviene ” la loro parola è uguale alla mia. Niente più”.

La Redazione

RINVIATO A GIUDIZIO CHRISTIAN PARISOT PER LA TRUFFA DEI FALSI MODIGLIANI

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 ROMA – False le opere. False le firme dell’artista. E falsi pure i patrocini ministeriali e della presidenza del Consiglio pubblicizzati per le mostre e sui cataloghi. Il castello creato da Christian Gregori Parisot, presidente degli Archives Legales Amedeo Modigliani, per mettere in circolazione sul mercato dell’arte “inediti” di Modì è crollato. La procura di Roma ha allargato l’inchiesta e ora ne chiede il processo, per una sfilza di reati: dalla ricettazione alla vendita fino all’autentificazione di opere d’arte false.

I collezionisti tremano. E alcuni di loro, da vari angoli del mondo, hanno contattato il comando dei carabinieri del Reparto Tutela Patrimonio Culturale per avere chiarimenti e rassicurazioni. Ha peccato di presunzione Parisot. I sospetti si sono concentrati su di lui per la smania di realizzare mostre, racimolare finanziamenti pubblici e sfornare nuovi cataloghi arricchiti di inediti. Come per la mostra realizzata nel museo archeologico di Palestrina, alle porte di Roma, intitolata Modigliani dal classicismo al cubismo, in programma dal 23 giugno al primo settembre del 2010, che ha portato, in un blitz di luglio, al sequestro di 22 opere false.

FOTOCOPIE ANTICATE
Quando i carabinieri, su ordine del pm di Roma Pierluigi Cipolla, hanno staccato le opere dalle pareti si sono accorti che non si trattava neanche di falsi, ma addirittura di fotocopie di falsi. Fotocopie anticate con i fondi di caffè, e con la firma di Modigliani in vista, realizzata, secondo i periti, per imitazione o ricalco. Nella mostra organizzata al Palazzo della Cancelleria, a Roma, di proprietà della Santa Sede, invece, gli investigatori non hanno avuto accesso (avrebbero dovuto avviare rogatorie internazionali), ma anche là hanno avuto modo di notare disegni di dubbia autenticità, portati a Palestrina come a Catania e a Taiwan. E’ stata quella al Palazzo della Cancelleria, nella primavera 2012, l’ultima esposizione organizzata col contributo di Parisot. Poi per lui, a dicembre, dopo due anni di indagini, è scattato l’arresto che lo ha portato dritto ai domiciliari, dove si trova tuttora.

L’EREDE
Ora Christian Gregori Parisot, già condannato in primo grado in Francia per fatti analoghi, rischia di perdere l’Archivio. La legittima erede di Modì, Laure Modigliani, figlia di Jeanne e quindi nipote diretta dell’artista, ne aveva chiesto la restituzione già prima dello scandalo dei falsi. E tramite, l’avvocato Fabrizio Lemme, esperto d’arte e docente di diritto dei beni culturali alla Luiss, sta portando avanti un’azione davanti al tribunale civile di Roma.

nella foto “La donna dagli occhi blu”, ritenuto un falso,appartenente a un collezionista americano. Un’opera vicina allo stile di Modì, pubblicata su un catalogo già negli anni Cinquanta, ma che una perizia degli esperti d’arte della procura di Roma, ha già escluso che possa essere stata realizzata dal grande artista livornese, vista la tecnica del colore usata e il tipo di tela utilizzata.

Fonte: Il Gazzettino