La morte di Modigliani,artista di rilievo nelle battaglie per l’affermazione dell’Arte Moderna

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17458390_583256348548583_8436167049683162847_nLivorno 24 Gennaio 2018

Morì a Parigi un 24 Gennaio presso l’ L’Hôpital de la Charité Amedeo Modigliani.La causa fu una meningite tubercolare che non diede scampo al fisico già minato dell’artista.Dalle testimonianze dei protagonisti dell’epoca sappiamo che la sua salute già da tempo era peggiorata.Suzanne Valadon artista francese e madre dell’amico fraterno di Amedeo, Maurice Utrillo, racconta che pochi giorni prima della sua fine,andò a trovarla a Montmartre e si mise a piangere canticchiando una canzone ebraica,il Kaddish,canto dei morti.

La notizia di diffuse subito nell’ambiente e nei luoghi da lui frequentati: Montparnasse e Montmartre.L’amarezza per questa grande perdita fu grande.Tutti conoscevano Modigliani e in tanti lo ammiravano,questa la realtà che ci restituisce la storia contro i luoghi comuni giunti sino a noi.Molte delle leggende che ritroviamo ancora vive in questo secolo ebbero origine ad esempio da testi scritti da Andrè Salmon e tradotti parzialmente in lingua italiana.Sull’attendibilita’ di certi scritti si espresse a suo tempo anche Jeanne Modigliani con soddisfacente argomentazione.Alle verifiche di Jeanne sommiamo la parola affidabile di Lunia Czekoska che ricordò come Modigliani e Salmon non si tolleravano a vicenda e  trattiamo i racconti dello scrittore e critico francese con molta cautela,ritrovando poi un riscontro nella cronaca dell’epoca.

Amedeo Modigliani nella sua vita partecipò a 21 mostre documentate che vanno in un arco di tempo compreso tra il 1907 e il 1919.Pochi giorni dopo la sua morte si inauguro’ un’esposizione collettiva, che sarebbe stata la ventiduesima mostra e l’opera di Modigliani presente si quantificava in 12.Contribuì con altri artisti all’affermazione dell’Arte Moderna attraverso una rivoluzione fatta a colpi di esposizioni con opere discusse e malviste da tanti benpensanti legati all’arte tradizionale.

I numerosi necrologi di Modigliani restituiscono un po’ di gloria a questo grande artista.Stava riscuotendo successo in tutta Europa e leggiamo con piacere parole di stima nei suoi confronti come ad esempio “è morto Modigliani,personalità di alto livello tra gli artisti moderni” e “artista di rilievo che ha combattuto battaglie per l’Arte”.Non si è mai arreso Modigliani sapeva di valere e come scrisse molti anni dopo Paul Alexandre,sapeva benissimo di essere un “inizio” e non un “epigono” senza personalita’ e capacità creativa.

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Il funerale di Modigliani si è svolto il 27 Gennaio del 1920 ” pittore brutalmente privato della sua forza auda e originale”.Molti amici e ammiratori dell’artista accompagnarono la sua spoglia mortale presso il cimitero di Pere Lachaise.Il carro funebre spariva tra i fiori.Tra la folla accorsa a salutare per l’ultima volta Modigliani vi erano il poeta italiano Giuseppe Ungaretti,Moise Kisling,Max Jacob,Andrè Salmon,Francis Carco,Pablo Picasso,Fuss Amore, Andrè Derain,Juan Gris,Ortiz de Zarate,Gino Severini,Alberto Gleizes,Umberto Brunellesch,Fernando Leger…..Parteciparono al funerale anche alcuni agenti che talvolta avevano accompagnato Modigliani alla stazione di polizia e sul percorso mentre il carro passava univano con un colpo secco i talloni e salutavano,dando l’impressione di una tardivo risarcimento.Fu Picasso,come racconta Carco,che “alla vista di questa scena  diede il senso della cosa girandosi verso di me e segnando il carro funebre in cui Modigliani riposava sotto i fiori,poi gli agenti e mi disse dolcemente – vedi …ha vinto!-“

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