Amedeo Modigliani.New York nell’Asta di Cristie’s “Invenduto” Monsieur Baranowski

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Amedeo Modigliani,1918 Monsieur Baranowski
Stima: $25,000,000 – $35,000,000

Ieri 5 Novembre 2013 presso  la casa d’aste Cristie’s a New York  durante l’evento “Impressionist & Modern Evening Sale ” presentata in sala la tela “Mons.Baranowski”del 1918 di Amedeo Modigliani.
Risulta invenduta l’opera  e resta per adesso ai vecchi proprietari come anche le opere di Picasso e Schiele del medesimo lotto.

L’opera ( olio su tela 111 x 56 ) fu esposta la prima volta a cinque anni dalla morte del maestro, nel 1925, dalla galleria Bing a Parigi e da allora e’ sempre comparsa nell varie mostre a lui dedicate. il ritratto costituisce probabilmente l unica immagine esistente del pittore polacco Pierre Eduard Baranowski, assiduo frequentatore dei caffe’ di Montparnasse, presente con i suoi dipinti sia al Salon des Independents che al Salon d’ Automne. Mirabili quanto essenziali sono le linee che definiscono il volto del soggetto.la posizione delle braccia ( il destro che va a scomparire nella mano infilata nella tasca della giacca e il sinistro appoggiato su un tavolo ) conferiscono eleganza alla figura e ne esaltano quell’ esilita’ che si risolve nel collo finemente allungato e nel capo reclinato . Gli occhi, come spesso accade per i soggetti di Modigliani, sono privi di pupille , ma , soprattutto nel caso di questo ritratto , sono carichi di cielo e del suo colore.

Questa mattina durante l’asta “Impressionist & Modern Works in Paper” delle ore 10.00 AM,sempre da Cristie’s e’ stato il turno di due disegni Modigliani,inveduti anche quelli.

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Amedeo Modigliani,1911-1912 Hermaphrodite (recto); Studio di volto (verso)
Stima:$250,000 – $350,000

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Amedeo Modigliani,1914-1915 ca. Nudo femminile seduto
Stima: $250,000 – $350,000

Meglio “invenduti” che “svenduti”

La Redazione

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Dalla Francia alla Spagna tutti pazzi per i Macchiaioli.Per la mostra itinerante adesso a Madrid tre dipinti del Fattori provenienti da Livorno

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Giovanni Fattori “la torre rossa”,1875
Museo Civico G.Fattori-Livorno

Tutti pazzi per i Macchiaioli quei pittori la cui espressione fu’ la poesia del vero e che ha voltato le spalle agli accademismi.Furono pittori questi che si occuparono de”l’impressione del vero” almeno un decennio prima degli impressionisti.La connotazione di questo movimento e’ una sensibilità spiccata della natura e nella condizione umana.
A Madrid presso  la Fondazione MAPFRE si e’ aperta l’Esposizione “realismo impressionista in Italia”, che chiudera’il 6 Gennaio 2014,e’ la prima volta  che questi pittori rivoluzionari vengono ammirati in Spagna.

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La locandina dell’esposizione madrilena

Le stesse opere  con l’esposizione “Les Macchiaioli.1850-1874.Des impressionistes italiennes?”,anticipata a Viareggio nel mese di Febbraio dalla Galleria Matteucci con una a selezione di 15 opere, hanno raccolto da Aprile a Luglio grandissimo successo a Parigi dopo 30 anni di assenza,presso il Museo de l’Orangerie.
Si e’ registrata un’altissima affluenza, ottime le recensioni.
Tre le tele di Giovanni Fattori provenienti da Livorno; si tratta de “la torre rossa”, la “Signora Martelli a Castiglioncello” di proprieta’ del Museo labronico  a questo intitolato e Acquaiole livornesi della Bottega d’Arte E.Angiolini

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Locandina della mostra di Parigi

Cosi’ i “ragazzacci di via Larga” che si incontravano a Firenze presso il caffe’ Michelangelo fungono da simbolo di quell’Arte italiana che seppe accogliere i fermenti risorgimentali e confrontarsi  con i cambiamenti Europei,trovando riscontri sul giusto indirizzo intrapreso, proprio nella cultura artistica parigina con cui molti macchiaioli ebbero contatti.
Gli esponenti piu’ importanti furono:
Giuseppe Abbati,Cristiano Banti,Giovanni Boldini,Odoardo Borrani,Vincenzo Cabianca,Adriano Cecioni,Giovanni Costa, D’Ancona,Serafino De Tivoli,Giovanni Fattori,Silvestro Lega,Telemaco Signorini,Federico Zandomeneghi,Antonio Puccinelli. Artisti non solo toscani, ma che arrivavano nella liberale Firenze del granducato tra il 1855 e 1867 da varie parti.

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I Macchiaioli in posa goliardica per una foto

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Il Caffe’ Michelangiolo e i ragazzi della “chiesuola dell’Arno”.

Il Caffe’ Michelangiolo, aprì i battenti, probabilmente intorno al 1850, in via Larga, a Firenze.Divenne quasi subito il ritrovo degli artisti toscani, che vi si recavano “avviluppati in grandi mantelli, con in testa ampi cappelli alla calabra e folte barbe libertarie”.Si radunavano nella seconda sala del Caffe’, in cui il fumo era più denso e soffocante e che assomigliava a un salotto borghese, con tavolini dal ripiano di marmo e sgabelli di legno. Aveva una sola fonte d’illuminazione, che consisteva in due becchi a gas appesi al soffitto. I pittori che vi si riunivano con i loro amici avevano deciso di decorare le pareti annerite della stanza.
Nel 1855 arrivo’ una seconda generazione di pittori e tagliò i ponti col romanticismo dei predecessori assumendo come motto: «Fate di piacere al popolo». Il sogno lasciava il posto al realismo del mondo rurale, alla descrizione della gente umile, di personaggi laboriosi, di scene campestri. «[…] col ritorno da Parigi del Tivoli e dell’Altamura, Telemaco Signorini, con l’avvicinarsi della prima esposizione italiana, colla facilità con cui si incominciavano a fare i viaggi in Italia e all’estero, nuovi artisti vennero da noi […],

“Gli amici del caffè, restando sempre per la loro tradizione, i cari matti di via Larga, burlarono meno e si appassionarono molto più all’arte loro, insieme a quelli che, non avendo lasciata Firenze, si erano fatti un’idea del movimento moderno dell’arte, visitando la galleria Demidoff a San Donato”
Le persone che seppero meglio catalizzare questo energie furono il Critico “illuminato ” Diego Martelli e Adriano Cecioni al contempo scultore, pittore e critico, che li riunì nel circolo artistico più organizzato d’Italia, primo del suo genere.La sua formula recita cosi :”Il pittore moderno non deve avere né amori né simpatie col passato. Il divorzio fra moderno e antico deve essere pieno, assoluto, e assoluta deve essere l’ignoranza della storia»
Alla sera, dopo le lunghe gite sulle colline toscane si ritrovavano al caffè spossati, cotti dal sole, e discutevano per ore.
Erano i Macchiaioli ; nel 1862 con l’Esposizione alla Permanente di Firenze vennero ufficialmente così nominati

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Giovanni Fattori,Acquaiole livornesi, 1865.
E. Angiolini, Bottega d’Arte Livorno, Livorno

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Giovanni Fattori,La rotonda dei bagni Palmieri, 1866.
Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti-Firenze

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Giovanni Fattori,Signora Martelli a Castiglioncello

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Silvestro Lega La visita,1858
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea-Roma

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Giovanni Boldini,Giovanni Fattori nel suo studio 1866-1867 ca.
Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia, Piazza Scala, Milán

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Giovanni Boldini,”Ritratto di Diego Martelli”

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Telemaco Signorini,Mercato Vecchio a Firenze 1882-83ca.

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Telemaco Signorini,L’alzaia

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Telemaco Signorini,La luna di miele

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Giuseppe Abbati,Il pittore Stanislao Pointeau, 1863 ca.
Istituto Matteucci-Viareggio

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Giuseppe Abbati,Interno del chiostro di Santa Croce in Firenze 1861-1862 ca.
Galleria d´Arte Moderna di Palazzo Pitti-Firenze

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Vincenzo Cabianca,Le monachine

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Federico Zandomeneghi,Ritratto di Diego Martelli con berretto rosso, 1879
Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Florencia

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Federico Zandomeneghi,La ballerina

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Antonio Puccinelli, La passegiata del Muro Torto, 1852
Istituto Matteucci-Viareggio

Dal 25 ottobre al 21 dicembre, GAM Manzoni rende omaggio a Giovanni Fattori massimo esponente di movimento artisticodei Macchiaioli ,con una mostra che raccoglie opere di grande importanza, come le tele sul paesaggio della Maremma e il nucleo dedicato ai militari

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Giovanni Fattori,Silvestro Lega che dipinge sugli scogli

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Giovanni Fattori,Riposo in Maremma

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Giovanni Fattori,Le vedette

Video da Madrid:

Link:
..http://www.gammanzoni.com/images/Progetto%20scientifico%20mostra%20Fattori.pdf

http://pegaso.comune.livorno.it/fattori/fattori.php?pagina=img2