La morte di Modigliani,artista di rilievo nelle battaglie per l’affermazione dell’Arte Moderna

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17458390_583256348548583_8436167049683162847_nLivorno 24 Gennaio 2018

Morì a Parigi un 24 Gennaio presso l’ L’Hôpital de la Charité Amedeo Modigliani.La causa fu una meningite tubercolare che non diede scampo al fisico già minato dell’artista.Dalle testimonianze dei protagonisti dell’epoca sappiamo che la sua salute già da tempo era peggiorata.Suzanne Valadon artista francese e madre dell’amico fraterno di Amedeo, Maurice Utrillo, racconta che pochi giorni prima della sua fine,andò a trovarla a Montmartre e si mise a piangere canticchiando una canzone ebraica,il Kaddish,canto dei morti.

La notizia di diffuse subito nell’ambiente e nei luoghi da lui frequentati: Montparnasse e Montmartre.L’amarezza per questa grande perdita fu grande.Tutti conoscevano Modigliani e in tanti lo ammiravano,questa la realtà che ci restituisce la storia contro i luoghi comuni giunti sino a noi.Molte delle leggende che ritroviamo ancora vive in questo secolo ebbero origine ad esempio da testi scritti da Andrè Salmon e tradotti parzialmente in lingua italiana.Sull’attendibilita’ di certi scritti si espresse a suo tempo anche Jeanne Modigliani con soddisfacente argomentazione.Alle verifiche di Jeanne sommiamo la parola affidabile di Lunia Czekoska che ricordò come Modigliani e Salmon non si tolleravano a vicenda e  trattiamo i racconti dello scrittore e critico francese con molta cautela,ritrovando poi un riscontro nella cronaca dell’epoca.

Amedeo Modigliani nella sua vita partecipò a 21 mostre documentate che vanno in un arco di tempo compreso tra il 1907 e il 1919.Pochi giorni dopo la sua morte si inauguro’ un’esposizione collettiva, che sarebbe stata la ventiduesima mostra e l’opera di Modigliani presente si quantificava in 12.Contribuì con altri artisti all’affermazione dell’Arte Moderna attraverso una rivoluzione fatta a colpi di esposizioni con opere discusse e malviste da tanti benpensanti legati all’arte tradizionale.

I numerosi necrologi di Modigliani restituiscono un po’ di gloria a questo grande artista.Stava riscuotendo successo in tutta Europa e leggiamo con piacere parole di stima nei suoi confronti come ad esempio “è morto Modigliani,personalità di alto livello tra gli artisti moderni” e “artista di rilievo che ha combattuto battaglie per l’Arte”.Non si è mai arreso Modigliani sapeva di valere e come scrisse molti anni dopo Paul Alexandre,sapeva benissimo di essere un “inizio” e non un “epigono” senza personalita’ e capacità creativa.

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Il funerale di Modigliani si è svolto il 27 Gennaio del 1920 ” pittore brutalmente privato della sua forza auda e originale”.Molti amici e ammiratori dell’artista accompagnarono la sua spoglia mortale presso il cimitero di Pere Lachaise.Il carro funebre spariva tra i fiori.Tra la folla accorsa a salutare per l’ultima volta Modigliani vi erano il poeta italiano Giuseppe Ungaretti,Moise Kisling,Max Jacob,Andrè Salmon,Francis Carco,Pablo Picasso,Fuss Amore, Andrè Derain,Juan Gris,Ortiz de Zarate,Gino Severini,Alberto Gleizes,Umberto Brunellesch,Fernando Leger…..Parteciparono al funerale anche alcuni agenti che talvolta avevano accompagnato Modigliani alla stazione di polizia e sul percorso mentre il carro passava univano con un colpo secco i talloni e salutavano,dando l’impressione di una tardivo risarcimento.Fu Picasso,come racconta Carco,che “alla vista di questa scena  diede il senso della cosa girandosi verso di me e segnando il carro funebre in cui Modigliani riposava sotto i fiori,poi gli agenti e mi disse dolcemente – vedi …ha vinto!-“

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Modigliani al Salon d’Automne

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Dicembre 2017

Nato  sotto la spinta del Salone dei Rifiutati del 1863,come altri Saloni espositivi che si discostavano dal Salone Ufficiale,nel 1903 Il Salon d’Automne è alla sua prima edizione presso le Petit Palais des Champs Elisée.Questa preziosa istituzione collocata nella stagione autunnale per non sovrapporsi ad altri saloni è ancora funzionante;venne fondata dal collezionista e letterario belga Frantz Jourdain insieme a Eugène Carrière,Felix Vallotton, Edouard Vouillard,GeorgeDesvallières,Hector Guimard.

Il Salone dei Rifiutati,voluto da Napoleone III, ebbe il merito di aprire le porte alle avanguardie allorquando in occasione del Salon Ufficiale indirizzato dall’Accademia di belle Arti di Parigi vennero rifiutati più di 3000 dipinti in quanto non conformi al gusto tradizionale dell’epoca.Ebbero modo di esporvi Manet,Pissarro, Monet ,Degas , Renoir sottoponendosi però anche alle derisioni del pubblico parigino e dei critici dell’epoca,per niente maturo per l’accettazione delle  novità.Dalla storia della letteratura possiamo farci una cultura di come il fermento delle novità abbia creato opinioni a volte discordanti e giudizi poco gratificanti, nei confronti di una ricerca artistica nuova,anche per chi li ha palesati. Lo stesso Emile Zola,che visitò il Salone insieme all’amico  e pittore Paul Cézanne ed era un sostenitore degli impressionisti,si conformò poi al gusto imperante. Nel 1879 pubblicò un articolo su le Figaro dove definiva gli impressionisti “dei semplici tecnici”  “non in grado di realizzare una poetica valida nel tempo”.Nel 1880 ancora scrisse  “…lo sforzo degli impressionisti non ha ancora raggiunto una meta.Essi non mantengono mai ciò che promettono:balbettano senza riuscire a parlare”.Nel 1886,circa venti anni dopo il Salone dei rifiutati,andò in stampa romanzo L’OEUVRE dove sembrava condannare senza possibilità di replica i vecchi amici impressionisti ottenendo il consenso dei conservatori preoccupati che i costumi degenerassero a causa dell’arte moderna.Sulla mostra degli impressionisti ancora si legge in Zola :”il riso che si udiva non era più quello soffocato dei fazzoletti delle signore e della pancia degli uomini che si dilatava quando davano sfogo alla loro ilarità.Era il riso contagioso di una folla venuta per divertirsi che si andava eccitando,scoppiava a ridere per un nonnulla,spinta all’ilarità tanto dalle cose belle che da quelle esecrabili.Si davano gomitate,si piegavano in due”.Tempi bui per l’arte.

Nel 1903  le Salon d’Automne aprì con una mostra dedicata a Paul Gauguin,negli anni seguenti vari omaggi a Cézanne ,Manet,Ingres.Nel 1905 vi esposero i pittori espressionisti denominati “fauves”, nel 1912  si creò un caso politico.Vennero espresse critiche antimoderniste e xenofobe verso i pittori cubisti e stranieri a cui veniva data la possibilità di esporre al Grand Palais.”Apaches dell’arte”,”barbari”,”balordi”  e “nemici” dell’arte, i cubisti e chi esponeva con loro,veniva tacciato come responsabile di una degerazione dei costumi.Vari politici,in modo del tutto trasversale (tra cui J.Breton socialista,C.Benoist repubblicano), presero posizione contro i germi di un’arte nuova e differente ma anche “non francese”.24958817_690169861190564_1194671005766767143_o

 

Nel 1907 Amedeo Modigliani partecipa al Salon d’Automne dal 1 al 22 Ottobre.
Si tratta della quinta edizione e nelle sale adiacenti venne presentata una  retrospettiva dedicata a Paul Cezanne che Modigliani stimava tanto da  portare sempre nel taschino l’immagine di una sua opera.

Questi i disegni presentati all’esposizione:

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V edizione Salon d’Automne 1907

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matita ed acquerello su carta i materiali con cui aveva lavorato il maestro livornese per quest’esposizione.

Dopo aver partecipato al Salon des Indipendents nel 1908,1910,1911 Amedeo Modigliani ritornò ad esporre al Salon d’Automne presso le Grand Palais,dal 31 Ottobre al 4 Dicembre 1912 con sette sculture in pietra.

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X edizione Salon d’Automne 1912

Nella sala Nr.11 del Grand Palais esposero i cubisti e insieme a loro Modigliani                         (nella foto sotto alcune teste di Modigliani e nella stessa sala, opere di Csaky,Kupka, Metzinger,Picabia,Le Fauconnier).Salon-Automne-1912

Già l’anno prima al Salon des Indépendants l’esposizione dei cubisti insieme agli artisti di Montparnasse,aveva generato parecchia impressione come ci riferisce Guillaume Apollinaire                                                       .                                                                                               Subito dopo l’apertura del Salon d’Automne del 1912, il caso del Grand Palais utilizzato per esporre “mostri” venne discusso in Consiglio del Municipio e Monsieur  Lampué, membro della commissione di Belle Arti protestò per “l’indegna esposizione”. Questa polemica dura contro i cubisti e gli stranieri che proponevano arte sgradita e non francese, si protrasse per tutta la durata del Salon.Frantz Jourdain,suo fondatore, dovette promettere di limitarne la presenza per le esposizioni future. Il 3 Dicembre 1912 il caso arrivò all’Assemblea Nazionale.Gli interventi presentati presso l’Assemblea delimitano i contorni di questa faccenda politica in una difesa per molti  “necessaria”  del nazionalismo francese.

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La rivista “La Vie Parisienne”, di cui riportiamo alcune immagini(sopra), risulta essere una testimonianza  importante anche per capire come era percepito dal pubblico l’Affaire “Salon d’Automne” e anche la sua evoluzione.                                                                             “… questi poveri artisti non hanno davvero una buona fama.Nel nome degli interessi sacri del”Arte M.Lampué,al quale il Salon d’Automne  ha avuto il torto di rifiutare-l’anno scorso- un piccolo paesaggio bretone,ha tuonato contro gli “Apaches dell’Arte”.Altri gli rimproverano di essere stranieri….”                                                                                                   Questi pittori generatori di mostri avevano anche qualche estimatore oltre al deputato socialista Sembat,veniva annotata la loro vigorosa difesa da parte di Bergson ad esempio, il filosofo del subnconscio,il “filosofo futurista” che non mancava una mostra ed era interessato a cubisti,futuristi e ai fauves più intransigenti.

Anche F.Jourdain,nonostante rivendicasse libertà artistica per il Salone da lui creato, riteneva che i cubisti fossero andati troppo oltre, ma in fondo tutta le polemiche e “l’Affaire” stesso avevano fatto una grande pubblicità a questi artisti che di fatto con le loro novità ebbero grande influenza sullo Stato dell’Arte parigina e mondiale.

Durante gli anni della guerra dal 1913 non vi furono esposizioni,ritroviamo il Salon d’Automne attivo nel 1919 dal 1 Novembre al 10 Dicembre e Modigliani dopo essere rientrato dalla Costa Azzurra e ottenuti già vari successi in Europa e America vi partecipò.La stampa parigina parlò molto bene dell’impressione che le opere di Modigliani avevano avuto sul pubblico.

Queste le opere esposte:

  • LA FILLE DU PEUPLE
  • PORTRAIT DE HOMME
  • NUE
  • PORTRIT D’UNE JEUNE FILLE

 

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XII esposizione Salon d’Automne 1919

Certo ancora il pubblico parigino,i critici,gli scrittori non avevano mutato completamente il loro giudizio negativo nei confronti di questo Salone unico che offriva un vero e attuale panorama artistico la città.Monsieur Lampué al Consiglio Municipale di Parigi poneva ancora la questione sulla necessità di fare il Salone al Grand Palais e del disgusto che aveva provato di fronte alle opere carnevalesche,ridicole e nauseabonde esposte al Salon d’Automne negli anni addietro.Il Salon d’Automne era “il tempio degli stranieri che regnavano e comandavano” mentre esprimeva l’idea che l’Arte dovesse essere sostenuta dallo Stato..un’Arte bella che rendesse onore alla Repubblica!

Le vie percorse fuori dal seminato,le performances artistiche degli apaches,delle belve,dei balordi dell’Arte oggi sappiamo essere stata l’avanguardia.

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La Vie Parisienne sulla XII esposizione al Salon d’Automne

Dopo gli anni Venti del Novecento i politici e l’opinione pubblica iniziarono ad avere una considerazione differente per il Salon d’Automne.I cubisti da salone,i fauves,gli artisti di Montparnasse,tutti i pittori,artisti decoratori,architetti,designers che hanno partecipato a questi cambiamenti nell’Arte,hanno fatto la rivoluzione in nome del”modernismo”.Insieme a loro partecipò  Modigliani e per noi questo sconfessa la leggenda di un Modigliani appartato e non partecipe degli eventi importanti della sua epoca.

 

 

 

Gli animali nei disegni di Modigliani

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Livorno li 14 Agosto 2017
Modigliani si può definire con buona ragione un ritrattista di figure umane. Uno sguardo alla sua produzione porta a questa inevitabile conclusione. Del paesaggio ci restano solo cinque opere,una del periodo giovanile e quattro del periodo trascorso nel sud della Francia,con relativa testimonianza sull’intenzione di dipingere paesaggi,impressa su una lettera del 1919 e indirizzata a Leopold Zborowski.
Da uno studio intrapreso da qualche tempo sui disegni dell’artista labronico,abbiamo notato la presenza di alcuni animali, molto spesso accompagnano un soggetto effigiato e contribuiscono a definire la situazione riportata. Ci sembra inoltre una buona occasione,la pubblicazione di questo scritto,per divulgare alcuni disegni ancora “poco noti” e per riflettere insieme al nostro pubblico su un argomento non ancora trattato: “Modigliani ha disegnato anche animali”.
Le prime immagini che proponiamo,risalgono al 1908 e appartengono ad un gruppo di disegni eseguiti sotto l’ispirazione degli spettacoli che Amedeo Modigliani Paul Alexandre andavano ad ammirare insieme presso le “Gaitè Rochechouart”, teatro di Montmartre, gia’ frequentato da Toulouse-Lautrec.

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Amedeo Modigliani 1908 

La donna ritratta,forse un attrice con tanto di parrucca e tenda alle spalle,ha un cagnolino appoggiato sul grembo che allunga il musetto;parrebbe lo stesso soggetto immortalato con diversa espressione.

 

Nel periodo in cui Modigliani conobbe la poetessa russa Anna Achmatova (1910-1911), “…sognava l’Egitto. Mi portò al Louvre perché visitassi la sezione egizia; affermava che tutto il resto, non era degno di attenzione. Disegnò la mia testa in acconciatura di regina egizia o di danzatrice, e sembrò del tutto preso dalla grande arte dell’antico Egitto…

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Amedeo Modigliani 1910

Il disegno che segue ha alcune di quelle caratteristiche egizie alle quali era interessato l’artista.Il gatto(in basso destra) ad esempio, animale sacro nella cultura degli antichi egizi, ricorda le statuine dedicate alla dea-gatto Bastet,presenti al Louvre.Il suo muso guarda in direzione dello spettatore.

 

Ritroviamo un animale,come vero e proprio soggetto stavolta,in un disegno del 1911 “il leone” matita nera su carta.Questo felino disegnato da Modigliani, possiede l’audacia di un re e la sua figura allungata, suggerisce una fiera eleganza;il tratto dell’artista è deciso.

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Amedeo Modigliani “il leone” 1911

Nel 1916 Modigliani affronta un argomento tratto dagli scritti biblici con il paradiso terrestre e Adamo.Argomento affrontato in modo figurativo da tantissimi artisti.Alcuni animali sono chiamati a descrivere la fauna del Paradiso: un cane in basso a sinistra,un serpente e due uccellini in basso a destra e pare il becco di un pellicano la figura sopra il braccio destro.

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Un altro personaggio biblico nel disegno che chiude la nostra carrellata.Si tratta di San Giovanni Battista disegnato nel 1918 su un taccuino con carta a quadretti.

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A sinistra dall’alto verso il basso, la scritta Ierusalem, in alto a destra la stella di David e una colomba,simbolo della pace.Anche quella di San Giovanni Battista è un’immagine spesso raffigurata nella storia dell’arte di tutti i tempi,ricordiamo gli esempi di Pinturicchio,Caravaggio,Lippi,Tiziano,Raffaello,Pontormo, El Greco,Ingres.

 

Modigliani.Opere false a Genova e su sito web di Palazzo Ducale e brochure,il dipinto del Guggenheim che non è in mostra.

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Livorno.

A pochi giorni dalla votazione alla Camera dei Deputati della Riforma sulla disciplina sanzionatoria per i reati contro i  Beni Culturali,ci ritroviamo ancora una volta ad attendere gli sviluppi di un’indagine che riguarda il binomio  sgradevole e sin troppo ripetitivo “Modigliani-opere false”.                                                                                                                                      Avevamo lasciato  Cristian Parisot sotto processo per frode e contraffazione, reati per i quali è già stato condannato  nel 2008 in Francia,e ritroviamo le opere da lui autenticate in mostra a Genova presso Palazzo Ducale.                                                                                                                                              

Non è poi così distante da noi il 2011 quando Sandro Barbagallo, competente storico dell’arte e penna brillante dell’  “Osservatore Romano”, lanciò seri dubbi sull’autenticità del disegno di Sant’Agata e altri disegni esposti a Catania,tutti attribuiti a Modigliani. A seguito di questi dubbi espressi,ed essendo già sotto controllo degli inquirenti il Presidente degli Archivi Legali Modigliani, vennero avviate delle indagini dal Nucleo dei Carabinieri per la Tutela dei Beni Culturali col conseguente arresto dello stesso Presidente,il Parisot. Il risultato dell’operazione portò al sequestro di disegni falsi e invecchiati col caffè, un dipinto e diverse sculture in bronzo, fuse nel Lazio da un certo Sig.Vignapiano.                                                                                                     

L’opera di Modigliani ha sinceri ammiratori e competenti difensori e Carlo Pepi,collaboratore di Jeanne Modigliani e illuminato collezionista di cui proponiamo la scheda del MiBACT,segnala nel mese di Maggio,come in tante altre occasioni, l’esposizione di false opere,questa volta sono a Genova.  

 MiBACT Collezione Carlo Pepi :                                                                   http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=154217&pagename=57 

La prima perizia dopo l’esposto di Pepi viene affidata a Mariastella Margozzi che nella sua relazione parla di false opere che non avrebbero le caratteristiche modiglianesche.
Ricordiamo inoltre di avere già letto in passato alcune contestazioni riguardanti due tele presentate a Palazzo Ducale.   La prima che ritrarrebbe la pittrice cubista Marevna,venne esposta presso il museo Puskin nel 2011 e un collezionista russo,appoggiato da altri intenditori,dichiarò di essere stato intenzionato ad acquistarla qualche anno prima e di averla fatta analizzare da un laboratorio in Svizzera.L’analisi avrebbe stabilito che i pigmenti utilizzati per dipingere una Marevna per nulla somigliante al vero (strano trattandosi di Modì), non circolavano ancora nell’epoca in cui visse Modigliani. Inoltre né Marevna ne’ la figlia Marika Rivera,che lasciarono testimonianze su moltissime cose,parlarono mai di un ritratto eseguito da Modigliani.Questo dipinto venne contestato anche a San Paolo nel 2012 per i precedenti su esposti.La seconda tela contestata, è il nudo di Celine Howard,esposto nel 2012 in Brasile presso il MASP e ritenuto falso già all’epoca da più parti.Non furono poche le testate giornalistiche dell’intero globo a riportarne i particolari,anche perchè erano già nate polemiche sull’autenticità, durante l’esposizione del nudo a Bonn nel 2009.

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Fig.1- The Student.The Guggenheim Collection – Fig.2-  The Student.A private Collection Bruxelles

Se tutto ciò non bastasse abbiamo notato anche che nella brochure della mostra di Modigliani a Genova e nel sito ufficiale di Palazzo Ducale è stato inserito il ritratto “lo studente”che è di proprietà della Fondazione Salomon R. Guggenheim , non si tratterebbe della medesima opera esposta attualmente a Genova.

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La brochure di Palazzo Ducale

 

A Palazzo Ducale potrete trovare solo una brutta copia priva di quelle proporzioni perfette,anche nelle apparenti asimmetrie, che sono proprie di Modigliani.
Abbiamo comunicato questa cosa inspiegabile durante un breve carteggio avvenuto tra noi e la Fondazione Guggenheim di New York che ringraziamo per averci risposto in merito.
Chiunque abbia avuto l’esperienza fantastica di uno studio serio nell’ambito della Storia dell’Arte può ben rendersi conto che il dipinto stampato nella brochure, non è identico a quello esposto a Palazzo Ducale che proviene invece da una collezione privata di Bruxelles.
Per concludere, le opere contestate da Carlo Pepi saranno valutate da una nuova perizia dell’incaricata Isabella Quattrocchi e attenderemo  il risultato.
Nel frattempo ricordiamo che quando si organizza una mostra è necessario fornire documentazione certa ed inconfutabile e questo non è avvenuto per la mostra in questione,dunque come dichiarò qualche anno addietro lo Storico dell’Arte Barbagallo, se questo non avviene ” la loro parola è uguale alla mia. Niente più”.

La Redazione

Amedeo Modigliani.97 anni dalla morte oggi ricorre l’anniversario

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Oggi 24 Gennaio 2017 ricorre l’anniversario della morte del grande artista labronico Amedeo Modigliani.Sono trascorsi ben 97 anni da quel freddo giorno d’inverno nel quale Modigliani,malato ed in stato delirante,venne ricoverato a causa di una meningite tubercolare presso l’ospedale de la Charité
L’ultimo anno della sua vita si può considerare un periodo propizio per l’attivita’ artistica,anche se le sue condizioni fisiche andavano peggiorando.
La fama di Modigliani era cresciuta ed era conosciuto in Europa e in America grazie alle esposizioni ma anche alla stampa  che non perdeva occasione per menzionarlo.
Nel Marzo 1919 alcuni suoi lavori,mentre si trovava ancora nel sud della Francia, vennero battuti all’asta presso l’Hotel Drouot.
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nella foto l’ospedale de la Charité  fondato nel XVII sec. e gestito dall’ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio(Fatebenefratelli) che venne  invitato a Parigi da Maria de Medici nel 1606.

Nel Luglio del 1919 la rivista svizzera di arte e letteratura  L’Eventail pubblica un articolo su Modigliani  dalla penna di Francis Carco….”Non è in causa il realismo,secondo l’accezione normale  in pittura,quantunque non mi risulti che si sia mai raggiunta,prima di Modigliani,altrettanta intensità in un viso femminile…” e  ancora “ho visto Modigliani disegnare ,il suo senso così acuto della sfumatura lo porta  a modellare l’attacco di un braccio,la curva purissima di un giovane seno;concentra strutture complesse in una,appena percettibile,sostiene il lieve incurvarsi di un ventre,estende un movimento fino al vivo dell’anima,lo lascia vivere….”
Il 17 Agosto 1919 invia una cartolina alla madre Eugenia Garsin nella quale scrive tra le altre cose “Cara mamma grazie della tua cartolina.Ti ho fatto mandare una rivista,Il Ventaglio, con un articolo su di me.Espongo con altri a Londra.Ho chiesto che ti mandino i ritagli di giornali…”.
Nell’Agosto 1919 espone nove opere presso la Mansard Gallery,Tottenham Court Road a Londra con Matisse,Kisling,Picasso,Soutine,sourvage,Valadon,Marevna,Derain e altri.
Molte le riviste che parleranno di questa esposizione e di Modigliani.Vennero vendute alcune sue opere,conservate oggi alla Tate Modern Gallery e in altre gallerie inglesi.
Molti gli articoli della stampa che approfondiscono lo stile e le opere di Modigliani.
Dal 1  Novembre al 10 Dicembre 1919 Modigliani espone al Salon D’Automne.
Nel Dicembre 1919 la stampa a New York,dove ci sono già sue opere,dedica degli approfondimenti a Modigliani e vengono pubblicati alcuni suoi disegni.
                                                                                                                                                                     Amedeo Modigliani  morì a Parigi il 24 Gennaio 1920 e i suoi funerali si tennero il 27 Gennaio come riporta la rivista della Comunita’  Israelita “L’Univers Israelite”

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 copia de l”Univers Israelite” 27 gennaio 1920
“….era possibile vedere artisti stranieri vendere le loro tele a Parigi,cosa che era rara prima della guerra,salvo per Van Dongen, Picasso …Mentre gli amatori divenivano sempre piu’ numerosi, ognuno credeva di scoprire un nuovo Van Gogh,un nuovo Cézanne nei caffè…
E la celebrità di Modigliani cresceva sempre.
La gente che prima della guerra non avrebbe comprato un Derain e alzava le spalle difronte ad un Utrillo a 100 franchi,comprava immediatamente opere di Modigliani a prezzi molto accessibili allora.
Perché non ci fu mai un artista che si preoccupò meno del successo materiale.
Egli non cercò che di brillare nello spirito e di essere considerato un grande pittore….
La fine prematura di Modigliani  seguita dalla morte tragica della sua compagna,non fece che rendere più popolare questo artista…”(cit. in A.Basler. 1931)
La redazione

Amedeo Modigliani e Ludwig Meidner

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Livorno 10/10/2016

di la Redazione

Nacquero entrambi nel 1884 Amedeo Modigliani e Ludwig Meidner due dei tanti artisti che giunsero Parigi agli inizi del ‘900 con  l’intento di esprimersi nel mondo dell’arte e di vivere grazie a  questa. Parigi infatti era la capitale delle arti e qui maturarono la maggior parte dei movimenti artistici più importanti del secolo.Poeti e pittori vennero dall’Europa,dall’America,dal Giappone.

Giunsero a Parigi nel 1906 ,il livornese e il polacco; Meidner  fu sicuramente uno dei primi pittori che Modigliani frequentò e di cui divenne amico.Durò poco la permanenza del giovane Ludwig a Parigi; partì dalla Francia per la Germania nel 1907,portando con se alcune tele dell’artista livornese con l’intenzione di aiutarlo a venderle

Oggi possiamo dire che Ludwig Meidner è stato uno dei maggiori esponenti dell’espressionismo tedesco.

Come risaputo Amedeo Modigliani si iscrisse all’Accademia Colarossi fondata dal modello e scultore italiano  Filippo Colarossi  in rue de la Grande -Chaumiere e nata come alternativa alla Scuola academy-colarossi-paris-rue-grand-chaumiere-montparnasse-amedeo-modigliani-photo-from-webNazionale Superiore di Belle Arti.Si presentava come una scuola innovativa;accettava iscrizione da parte di donne,offriva modelli maschili e non era necessaria  la conoscenza della lingua francese.All’Accademia Colarossi  venivano impartiti insegnamenti di pittura, disegno e scultura ma era rinomata particolarmente la classe che si occupava di quest’ultima.

Altra alternativa alla Scuola Nazionale era rappresentata dalla scuola fondata da Rudholphe  Julian e frequentata da Meidner.La disciplina in questa  Accademia era una cosa quasi inesistente.Da alcuni allievi ribelli che frequentavano l’Accademia però venne fondato il gruppo dei Nabis tra il 1888 e il 1889

Gli scambi culturali tra gli studenti di queste scuole ‘alternative’,erano già da fine ‘800  cosa  comune e non mancarono neanche gli artisti che le frequentarono entrambe,tracciando un movimento trasversale tra di esse.646_bAll’interno del gruppo dei Nabis, confluirono anche allievi provenienti dalla Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti,che la storia posiziona dunque al fianco di allievi con altra formazione, in modalità di collaborazione.Ma le frequentazioni trasversali non smisero di esistere agli inizi del ‘900 ;Lipchitz ne costituisce un esempio.

 

In ricordo di questa amicizia tra i due artisti restano le testimonianze di Meidner pubblicate nel 1943 con il titolo ” The Young Modigliani.Some Memories “in Burlington Magazine Vol.LXXXII e alcune cartoline inviate da Modigliani allo stesso dopo il suo rientro  a Berlino.Secondo le memorie dell’artista tedesco,Modigliani gli fece due ritratti ad olio, uno dei quali “ritratto di LM” è stato esposto al Salon d’Automne nel 1907 con poco successo,attualmente queste opere sono introvabili nel panorama  dell’Arte mondiale.

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Qualche studioso sulle orme di questi ritratti perduti si è chiesto come mai da un periodo in cui Modigliani disegnava tantissimo, non ci siano stati restituiti disegni preparatori di queste opere dedicate a Meidner.

‘Ci siamo incontrati nell’autunno del 1906 nella penombra di un ristorante bohémien sul Butte de Montmartre,l’indimenticabile “Lapin Agile” … ‘Il Maestro si distingueva per grande vitalità ed intelligenza vivacissima.

“Nel primo decennio del nostro secolo sopravviveva ancora il gusto di quella vita bohémienne che aveva alimentato qui a Parigi il XIX secolo; l’ultima fioritura di quel mondo era rappresentata da alcuni figli raffinati e viziati della vecchia borghesia. Il nostro Modigliani era un rappresentante caratteristico e molto dotato della bohème di Montmartre, probabilmente era l’ultimo vero bohémien”. L’ultimo bohémien ma insieme anche un vero dandy; un “dandy maremmano”, come è stato detto. Lo aiutava il suo bell’aspetto, il fisico asciutto, il volto intensamente espressivo e l’abbigliamento caratterizzato da giacche di velluto, cappello a larghe falde e grandi foulard rossi….”

Crediamo che siano suggestivi gli accostamenti che fornisce alla rete il Sig.Neil Stevenson di Brooklyn dal suo Art blog.

Si tratta nel primo caso dell’accostamento tra l’autoritratto di Ludwig Meidner e il disegno del Medium di Modigliani contenuto nella raccolta di Paul Alexandre e datato 1906,nel secondo caso di autoritratto di Meidner e una figura impressa nel taccuino di Modigliani

In entrambi i casi la somiglianza è impressionante,sarà forse l’amico Meidner il soggetto di questi disegni realizzati da Amedeo Modigliani? Potrebbero essere disegni preparatori dei ritratti ad olio che sono scomparsi?

 

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Autoritratto di Meidner e Medium di Modigliani

 

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gg Autoritratto Meidner e disegno in taccuino di Modigliani

 

“Non ho mai sentito un pittore che parlasse della bellezza con tanta passione. Mi fece vedere le opere dei “primitivi” della Scuola fiorentina. Quello che lui diceva di questi artisti era forse ancora più bello delle loro opere. Tra gli artisti moderni, chi lo affascinò di più furono Toulouse-Lautrec e Gauguin….“

L.Meidner 1943

 

Modigliani incompreso mentre era in vita? La prima leggenda da sfatare sul grande artista livornese

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Livorno

Il 24 Gennaio ricorreva l’anniversario  della morte di Amedeo Modigliani avvenuta a Parigi nel 1920.

In tanti hanno voluto ricordarlo. Qualche museo gli ha dedicato un ricordo speciale,molte le immagini delle opere circolate sui social,gli aneddoti,le citazioni  e non sono mancate le solite leggende che davvero non rendono giustizia a questo speciale personaggio della storia dell’arte mondiale.

“Tra i capisaldi delle date e di fatti irrecusabili e di qualche testimonianza degna di credito,scorrono le acque torbide di aneddoti più o meno elaborati..”

Scriveva così Jeanne Modigliani,riguardo le numerose dicerie messe in circolazione sul padre,e in quanto tali,prive di fondamento.Una di queste leggende che ritroviamo molto spesso riguarda la visione di un Modigliani sconosciuto e poco apprezzato alla sua morte.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Le cose ovviamente non stanno così.Grandi omissioni sulla reale storia di questo originale artista le ritroviamo molto spesso  in biografi,o presunti tali,quando affrontano l’argomento delle  esposizioni a cui partecipo’ l’artista,in vita.D’altra parte viviamo in un’epoca nella quale chiunque puo’ pubblicare un libro anche senza essersi documentato adeguatamente sulla storia che si vuol raccontare .

Per cio’ che riguarda le mostre a cui Modigliani partecipo’ questi biografi “spiccioli”si concentrano soprattutto sulla personale che avvenne nel 1917 presso la galleria di Berthe Weill come se fosse l’unico grande risultato da lui ottenuto.Si sottolinea quasi sempre che fu la “sola”esposizione personale dell’artista senza specificare, come dovrebbe fare un corretto storico,che nel periodo di guerra a Parigi dove  Modigliani viveva e lavorava,le esposizioni si svolgevano prettamente in modo collettivo.

220px-Amedeo-Modigliani-berthe-weill-first-oneman-exhibition-nudes-1917-paris-1Non e’difficile per chi e’ al corrente del curriculum modiglianesco capire che chi decise di organizzare una mostra personale aveva una grande considerazione del suo lavoro.Esposizione presso la Weill a parte,la lista delle mostre alle quali Modigliani partecipò  e’ lunga.Dalla partecipazione dell’artista al X Salone d’Automne con otto sculture in pietra nel 1912 non si passa direttamente al 1917.Molti nella cronologia degli avvenimenti  dell’artista come novità nel 1914 registrano l’incontro tra Modigliani e Paul Guillaume come se fosse l’unico evento degno di nota.                                                           12625671_1051556311570522_1071655591_n                                                                           Dall’8 Maggio al 20 Giugno 1914 Modigliani invece partecipa con alcune opere ad una Mostra a Londra presso la Whithe Chapel Art Gallery.

Contemporaneamente nella rivista vorticista “Blast”, Gaudier Brzeska cita Modigliani e poco dopo l’articolo viene ripreso e pubblicato dal New York Times.

Il 20 Agosto le immagini di due opere dell’artista vengono pubblicate a Barcellona dal giornale spagnolo “Revista Nova”.

 

Nel Novembre del 1915 Paul Guillaume riesce a inviare diverse opere presso la Modern Gallery, 500 Fifth Avenue di New York.Tra queste, 24 opere sono di Modigliani di cui circa venti disegni,qualche dipinto e due sculture in pietra.                                                                                                                                                   

Nel Dicembre dello stesso anno l’articolo “La Vie Artistique” è pubblicato in francese sul New York avanguardia 291 e il periodico cita Modigliani

All’inizio del 1916 escono a Londra e New York alcune ristampe dell’articolo “Vortex”,di Gaudier nel quale si parla anche delle opere di Modigliani.In Febbraio l’articolo di Jacob, “La Vie Artistique” è pubblicato in francese nel periodico di New York Dada 291. L’articolo dedica un paragrafo a Modigliani

Nel mese di Marzo la stilista Germaine Bongard che si occupava anche di organizzare mostre,inaugura un’esposizione di opere d’arte,tra le altre opere, vengono esposti disegni di Modigliani

Maggio 1916:appare a Zurigo una raccolta letteraria e artistica Dada “Cabaret Voltaire” nella quale viene pubblicato un ritratto di Modigliani.

Giugno 1916:Mostra al Cabaret Voltaire di Zurigo comprende opere di  Modigliani,Arp, Marcel Janco, Auguste Macke, Nadelman e Picasso……

nel Luglio 1916  si inaugura una mostra  presso il Salon d’ Antin , sponsorizzata da Poiret , vengono presentate opere di Modigliani,De Chirico , André Derain , Van Dongen , Raoul Dufy , Roger de la Fresnaye , Othon Friesz , Valentine Gross , Halvorsen , Frank Burty Haviland , Henri Hayden , Kisling , Léger , Matisse, Chana Orloff , Manuel Ortiz de Zarate , Picasso , Georges Rouault , Severini e Vassilieff , tra gli altri. La mostra riceve grande attenzione dalla stampa.

Agli inizi del mese di Novembre la rivista

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ritratti di Amedeo Modigliani dei compagni Matisse e Picasso pubblicati dalla rivista Dagbladet credit photo Kenneth Wayne

norvegese Dagbladet pubblica alcuni disegni di Modigliani per pubblicizzare l’esposizione sull’arte francese che si aprirà a Oslo il 22 Novembre presso il  Kunsterforbunderet e che era stata programmata già dal 1915.Tra i partecipanti troviamo tra gli altri Modigliani,Picasso,Matisse.                     12483448_1040759009316919_1783100557_n                                                                                                              Novembre 1916 si apre l’esposizione Lyre et Palette.Evento artistico a cui partecipano Jacob, Kisling, Modigliani, Ortiz de Zarate, Picasso con musiche di Erik Satie

Maggio 1917 Modigliani partecipa ad una mostra collettiva presso la Galleria di Chéron .

2-29 Maggio Modigliani espone per la seconda volta a Zurigo presso l Galleria Dada.

 

Il 15 Maggio presso la galleria di Paul Guillaume si apre una esposizione con dipinti di Cézanne, de Chirico, Derain, Modigliani, Matisse, Picasso .

Il 3 Dicembre viene inaugurata la mostra personale di Modigliani presso la galleria di Berthe Weill.

15-23 Dicembre 1918 vengono esposti a Parigi quattro dipinti di Modigliani presso la galleria di Paul Guillaume insieme a Modigliani esposero De Chirico, Derain, de la Fresnaye, Matisse, Picasso, Maurice Utrillo e Maurice de Vlaminck.

Nel Settembre 1918 un articolo pubblicato sul The Burlington Magazine e’ dedicato a Modigliani.

28 Marzo 1919 :presso la casa d’aste  Hôtel Drouot a Parigi vengono venduti dipinti,disegni di Modigliani, Derain, van Dongen, Dufy, Picasso, Vlaminck e altri provenienti dalla collezione di Eugène Descaves.

Aprile 1919:esposizione di tele di Modigliani Utrillo e Barat presso la Galleria Branger in Rue Cambon,5

15 Luglio:un articolo su Modigliani viene pubblicato su  L’Eventail,rivista di let12483604_1040043842721769_1968096686_nteratura e arte .Ginevra,Svizzera.

 

Agosto 1919 Modigliani espone nove opere presso la Mansard Gallery, Tottenham Court Road a Londra.Con lui espongono tra gli altri Derain, Friesz, Alice Halicka, Hayden, Kisling, Léger, Lhôte, Louis Marcoussis, Matisse, Picasso, Russell, Soutine, Survage, Suzanne Valadon, Vassilieff eVlaminck.

Diverse riviste pubblicano le immagini delle opere di Modigliani.

Alcune opere vengono vendute,qualcuna di queste si possono ammirare oggi presso la Tate Modern di Londra.Nel mese di Settembre un articolo pubblicato sul periodico “The Burlington Magazine “riguarda  Modigliani.

1 Nov-10 Dicembre 1919 Modigliani torna al Salone d’Automne.

Un articolo pubblicato da Picabia riferisce anche la partecipazione di Gleizes, Matisse, Picabia, Vlaminck and Ossip Zadkine.

Dicembre 1919.A New York un gruppo di editori che annovera tra gli altri Richard Aldington, T.W. Earp, T.S. Eliot, Russell Gree, Hamnett, Aldous Huxley, Lewis pubblica diversi disegni di Modigliani.

Abbiamo cercato di riferire alcuni fatti storicamente documentati che riguardano la reale storia dell’arte di Modigliani. Impossibile essere sintetici, poiché le esperienze di mostre,performances  ed episodi di successo sono davvero tanti.Modigliani partecipo’ a mostre internazionali a Parigi,Zurigo,Londra,New York insieme a cubisti,dadaisti,vorticisti e a tutti i maggiori esponenti dell’arte della sua epoca.

Come ha già sottolineato K.Wayne tra molti,è stato oggetto di attenzione da parte di mercanti e critici di tutto il mondo.

Ancora in vita venne citato in tantissime e prestigiose riviste e testate internazionali.Sulle sue opere scrissero i critici più in vista.

Modigliani morì apprezzato come artista in tutto il mondo,vide le sue opere esposte accanto a quelle del tanto amato maestro Cezanne e si godette un’asta con i suoi lavori.Inoltre attraverso le testimonianze di Douglas e Lipchitz,come riporta sempre Jeanne Modigliani, possiamo dire che era benvoluto e stimato anche dai suoi colleghi.E’ arrivato il momento di dire basta alle omissioni sui fatti realmente accaduti o alle esagerazioni che vedono Modigliani “bimbo prodigio” o quant’altro aggiunga qualcosa in più al personaggio .

Per apprezzare l’artista basta leggere semplicemente i fatti  come si sono svolti.

Erika Tamponi e Francesco Tonarini